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La dieta mediterranea
Ultima modifica : 2004-12-13 20:26:38 (12418 leggi)
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Le problematiche nutritive. Come nutrirsi correttamente?

Negli ultimi decenni, in occidente, la varietà e la quantità di cibo ha pressoché annullato le carenze nutritive, che in altri periodi storici sono state cause di numerose malattie.

Tutto questo ha però generato un aumento esponenziale delle patologie nutritive. Patologie causate dalla tendenza di nutrirsi più del necessario, in maniera disordinata e squilibrata. Come controllare questa tendenza? Come nutrirsi correttamente

Le patologie nutritive e ritmi di vita moderna

Le società post industriali odierne sono basate su un grande dinamismo e sulla contrazione del tempo e dello spazio. La  moderna organizzazione del lavoro riduce al minimo la pausa  assegnata per il consumo del pranzo  Il lavoro svolto, lontano da casa, in prevalenza in attività terziarie, aumenta la sedentarietà. Trionfa molto spesso per necessità il  modello "Fast Food", il mordi e fuggi nutritivo   imposto da ritmi di vita frenetici, con buona pace del mangiar sano, e dell' idea di convivialità della nostra tradizione.

Le ricerche di Keys sui diversi regimi alimentari

Vent'anni fa il Senato degli Stati Uniti definiva  l'alimentazione tradizionale mediterranea a base di pasta, verdura, frutta, pesce e olio d'oliva "il modo più sano di mangiare" . Questa conclusione era maturata al seguito degli studi condotti da Ancel Keys  della Università del Minnesota fin dagli anni 40.

Le ricerche,  furono condotte mettendo a confronto un campione di popolazione di sette paesi: Finlandia, Giappone, Grecia, Italia, Olanda.

La popolazione delle società opulente, anche se in generale, hanno visto aumentare le loro aspettative di vita, sono colpite da nuove malattie. La tendenza a mangiare più del necessario, spesso accompagnata da notevoli squilibri fra i vari componenti della dieta, ha portato molti soggetti ad essere più esposti ad altri gravi rischi, come la maggiore incidenza di obesità, di ipertensione, di arteriosclerosi, di diabete, ecc.
E tutto ciò si verifica, paradossalmente, come conseguenza dell'abbandono del regime alimentare della tradizione   mediterranea che invece altri paesi ricchi hanno preso a modello di sana alimentazione.

I risultati rilevavano che nei soggetti della popolazione del bacino mediterraneo, che basavano la loro alimentazione   utilizzando in prevalenza olio d'oliva, pane, pasta, ortaggi, frutta, la percentuale di mortalità per cardiopatia ischemica risultava molto più bassa dei soggetti di paesi come la Finlandia o l'Olanda dove il regime alimentare quotidiano include molti grassi saturi (burro, strutto, latte, carne.).Queste conclusioni, avvalorate in seguito da ricerche svolte da altri ricercatori,   spinsero in Italia,  l'Istituto Nazionale della Nutrizione a   rivalutare il nostro antico modello alimentare formulando la definizione   "Dieta mediterranea"

Sarebbe poco realistico riproporre oggi il modello nutritivo   dei nostri nonni, oberati dal lavoro fisico e dalla fame, con esclusione dei pochi privilegiati, ma anche se le condizioni di vita sono mutate, un ripensamento sugli stili di vita odierni, bisognerà pur farlo, se si vogliono ridurre i rischi legati alle nuove malattie nutrizionali.

 

La "dieta mediterranea"

Il simbolo, ormai universale della «dieta mediterranea», è l'immagine della piramide, elaborata negli Stati Uniti per divulgare le regole di una più sana alimentazione. Alla base di questa piramide, troviamo i carboidrati complessi: pasta, pane, amidi, patate, alimenti che possono essere consumati tutti i giorni. A livello   superiore: frutta, verdura e latte, l'unico alimento animale che può essere consumato quotidianamente. Al vertice della piramide, l'olio di oliva e poi le carni bianche o il pesce   (da consumare una o due volte la settimana). Le carni rosse, in cima alla piramide, non dovrebbero essere consumate più di una volta al mese

I modelli nutritivi di oggi

Sono trascorsi più di vent'anni dalla pubblicazione dei risultati delle   ricerche di Keys, nel frattempo le abitudini alimentari degli italiani, come del resto, anche quelli di altri paesi, sono cambiate.

Il benessere diffuso, i ritmi di vita frenetici, hanno modificato i modelli nutritivi di gran parte delle popolazioni. del mediterraneo. La dieta dei nostri nonni, era determinata dalle difficili condizioni di vita, legate ai  cicli produttivi della terra e dalle altre attività lavorative artigianali e pre-industriali.

 

   
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